"Improvvisamente avvertite i giorni trascorsi. Risuonavano sotto quella luce, e non nella vostra memoria; non erano nel corpo ma nelle cose, fuori - o meglio, erano non si sa dove, tra le cose e voi. Ciò non apparteneva al ricordo ma al sentire. Una crepa, una faglia del tempo, aperta più che nel profondo della coscienza, attraeva un elemento nuovo, inesauribile, oscuramente puro, dove gli istanti, simili a quello, erano afferrati.
Sento quello che ho già sentito..
E allora, avete percepito il passato. (Questo verbo e questa parola non si sono mai incontrati)."
Catherine Pozzi, Nyx e altre poesie, Via del vento Edizioni
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| Catherine Pozzi |


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